Aprile : di viaggi, sogni e improvvise domande.

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Ed anche Aprile è arrivato. 

E’ un mese particolare questo, che tocca profondamente le corde malinconiche della mia anima, ma assolutamente non in senso negativo; immagino giornate più lunghe, odore di erba tagliata, tramonti che tolgono il fiato, sole che riscalda, rondini che volano basse nel cielo.

VINTAGE (1)
E questo ormai mi manca talmente tanto durante i mesi freddi che non posso che emozionarmi in silenzio quando avverto la giovane Primavera tornare a bussare alla nostra porta.
Questo come si può immaginare è un articolo basato su discorsi liberi, forse senza capo né coda, cosa che facciamo poco sul nostro blog. Ma ogni tanto ci vuole; ci vuole per staccare la spina dal raccontare i luoghi visitati e concentrarci sui sogni, sulla vita di tutti i giorni e sì , sulle domande che improvvisamente, alle due di notte, ci catturano e ci tengono lì sospesi per un po’, in cerca di una risposta.

Ma andiamo con ordine.
Aprile sarà un mese carico di nuove esperienze, viaggi emozionanti e progetti da definire.
Aprile sarà il preludio al mese di Maggio, ancora più carico di programmi.

Per ora vi parliamo solamente del viaggio imminente, ovvero quello che Stefano mi ha regalato per il compleanno; quel giorno infatti – come molti di voi già sapranno – partiremo per Edimburgo. Una città che ho sognato di visitare per anni, in un paese che mi affascina da morire.
E’ un mese e mezzo che fremo e che organizzo tutto nei minimi particolari per riuscire in pochissimo tempo a vedere tutto quel che desideriamo vedere, scoprire, portare a casa con noi, condividere con i nostri cari e con voi.

Quando abbiamo prenotato il volo e l’albergo sentivo una strana frenesia dentro, era come se qualcuno stesse ballando instancabilmente mentre io cercavo di mantenere un contegno e rimanevo seduta a tavola, camminavo, spolveravo, facevo la spesa – insomma, tutto quello che si può fare in una comune giornata.
Alcune volte questa sensazione prendeva il sopravvento su di me e mi ritrovavo a saltellare letteralmente da un punto all’altro della casa.
Adesso – per fortuna – mi sono un pochino calmata, la frenesia vera ha lasciato il posto all’emozione e alla solita ansia pre-partenza da volo.
E’ quasi tutto pronto; tranne il check in online per il ritorno – sapevate che la compagnia aerea Vueling non permette il check in online da alcuni aeroporti d’Europa? quello di Edimburgo è uno di questi e un po’ abbiamo rosicato, perché il check in online ti fa risparmiare parecchio tempo.

In tutto questo dovremmo anche studiare per portare avanti la nostra carriera universitaria e non nego che si fa sempre più difficile; l’idea di viaggiare mi bussa sulla spalla svegliandomi la mattina e mi culla canticchiando una canzoncina dolce ma ipnotizzante quando arriva la notte : viaggiare è linfa vitale per noi, ed il mio pensiero è sempre lì, sempre sui libri – quelli “sbagliati” , a cercare nuovi modi per essere felice al 100%.

Ed è proprio da un discorso con Stefano su quanto per noi sia importante tutto quel che ruota intorno al viaggiare,tutto quel che ruota intorno alle nostre passioni che spesso sono anche differenti ma che si uniscono quando si parla di viaggio, che è nata questa domanda : Quando vi siete accorti per la prima volta che non avreste più potuto fare a meno di viaggiare? 
E’ una cosa che è nata con voi, che vi hanno trasmesso i vostri genitori? o come me vi siete accorti che c’è stato un punto di svolta, un momento di crescita, una consapevolezza che si faceva largo nella vostra vita?
Io mi sono chiesta quando è arrivato il passaggio dalla ragazzina di 16 anni che alle gite scolastiche camminava con la musica nelle orecchie e lo sguardo basso alla ormai 23enne che non vive senza pensare ogni giorno ai suoi sogni sparsi per il mondo, ai suoi sogni che vuole tanto abbracciare di persona.

Mi sono risposta che è arrivato molto lentamente, si è fatto strada in me attraverso gli anni e l’adolescenza. Durante l’infanzia ogni tanto mi ritrovavo a comprare delle guide di viaggio; Parigi,Londra,USA… tutto questo senza sapere realmente perché ma forse, anzi sicuramente, era già una chiara propensione per quello che sarebbe sbocciato negli anni a seguire.
Quando andavo al liceo, fra le ore di scuola e i pomeriggi passati sui libri a studiare letteratura francese, dedicavo le ore che mi rimanevano a leggere diari di viaggio sul sito di Turisti Per Caso, o su alcuni blog che seguivo già allora.
Era così che io mi rilassavo, che scaricavo la tensione accumulata dopo un’interrogazione o dopo una intensa giornata di studio. E ancora non capivo perché,ma l’idea che io un giorno sarei andata in giro per il mondo a vedere di persona tutto quel che fino a quel momento avevo solo letto si faceva strada in me.
Poi a 18 anni ho fatto il primo viaggio da sola, a Firenze. 
Sono stati tre giorni incredibilmente belli dove mi sono sentita libera per la prima volta; libera di girare per una città a me sconosciuta, di cambiare programma all’ultimo minuto, di decidere dove volessi mangiare e cosa volessi vedere, di camminare e perdermi ed entusiasmarmi e innervosirmi, libera da tante cose che fino a quel momento mi avevano fatto sentire in catene.
La prima? me stessa.
Viaggiare è stata una liberazione, è stata la mia boccata d’aria.
Sono nata il giorno in cui ho iniziato a viaggiare, viaggiare davvero.

E così non ho più smesso, fra alti e bassi, momenti economicamente disastrosi o meno, ho sempre trovato il modo di staccare la spina e partire.

E’ un sogno che supera tutti gli altri sogni, uno di quelli per il quale ti fai in quattro, uno di quelli senza il quale la tua vita non la sapresti proprio immaginare.

Sono certa sia così anche per molti di voi, ma mi piacerebbe avere un confronto per sapere cosa provate quando si parla di viaggio e quando è nata con precisione questa esigenza di lasciare il porto sicuro e navigare nel mondo.

Aspettiamo le risposte qui, mentre continuiamo ad ascoltare April Come She Will di Simon & Garfunkel , che spiega bene quella allegra malinconia di cui vi ho parlato all’inizio.

Buona serata a voi, viaggiatori.