Disdire un viaggio all’ultimo minuto: vi racconto la verità.

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Non sarai meno viaggiatore se, per tua scelta, un giorno ti ritroverai a disdire un viaggio all’ultimo minuto.
Io l’ho fatto ed oggi voglio raccontarti perché.


In questo momento non voglio scrivere articoli carichi di informazioni, articoli privi di emozioni, articoli dove ti faccio una lista dei migliori ristoranti di Roma o delle terme da non perdere a Budapest.

In questo momento voglio solo parlare con te.
Parlare del fatto che a volte, nella vita di una viaggiatrice, di una che ama viaggiare così tanto da aver affermato più volte che non ripasserebbe mai dal “via” ma continuerebbe a girovagare da una città all’altra, da un continente all’altro per mesi – forse anni – può comunque arrivare un momento in cui disdire un viaggio il giorno prima di partire sia l’unica scelta giusta da prendere.

Ora ti starai mettendo le mani nei capelli, ti starai domandando come è possibile e perché.
Ecco, ti spiego.

Fin dai tempi del liceo, per rilassarmi fra i compiti di matematica e gli esercizi di letteratura inglese, mi soffermavo a leggere diari di viaggio di altri blogger e siti vari, fantasticando su tutti i posti che avrei voluto vedere appena ne avessi avuto la possibilità.
La mia lista negli anni è cresciuta a dismisura e tutto ha iniziato a ruotare intorno al viaggiare.
Non ho mai voluto fermarmi e sebbene non mi sia ancora potuta permettere viaggi oltreoceano – a parte il viaggio a New York del 2014 – ho imparato ad amare ed apprezzare anche le semplici gite fuori porta di un paio di giorni. Perché viaggiare non significa andare lontano ma aprirsi a tutte le possibilità che la vita offre, totalmente presenti nel momento che si ha la fortuna di vivere.

Ogni volta che mi sentivo dire che forse era arrivato il momento di iniziare a pensare a qualcos’altro o quanto meno lasciar passare più tempo fra un viaggio e l’altro perché “sembri non accontentarti mai”, “sembri voler scappare da qualcosa”, “devi capire che la vita non è solo questo”, mi saliva una certa nausea mista a rabbia.
Nessuno doveva dirmi quando e perché dovevo fermarmi.
Per molti la vita poteva essere l’abitudine di stare a casa e fare le proprie cose, ogni giorno uguali.
Ma io no, io così ci muoio.

Alla fine hanno imparato ad accettarmi così, quasi tutti.

Lo scorso dicembre siamo partiti per Praga e chi ci segue sui social sa che non tutti i giorni di quel viaggio sono stati positivi.
Ho avuto parecchi momenti in cui mi sono sentita giù per delle sciocchezze, come il troppo freddo o i dolori alla schiena che non mi permettevano neanche di portare lo zaino sulle spalle.
Spesso mi sono chiesta, durante e dopo il viaggio, come fosse possibile che quella viaggiatrice instancabile non fosse riuscita a godersi una città bella come Praga, non fosse riuscita a sentire quelle emozioni che fanno ribaltare lo stomaco al pensiero di un nuovo viaggio.
Sono andata in crisi pensando che forse tanto viaggiatrice non lo ero.
Ho cercato però di convincermi che fosse solo un caso, che poteva benissimo capitare di non vivere al 100% un viaggio e che questo non voleva dire che sotto ci fosse qualche altro problema.

Però passavano le settimane ed io non sentivo la voglia di prenotare un nuovo viaggio.
O almeno, non forte come lo era stato per anni fino a quel momento.
Ad inizio gennaio ho prenotato un weekend a Torino per metà febbraio. Torino era una città che aspettavo di rivedere dalla gita del secondo liceo, mi aveva lasciato addosso una splendida sensazione e ricordi bellissimi e non vedevo l’ora di rivederla dopo più di sette anni.

Il giorno prima di partire, dopo aver prenotato tutto, sono andata da Stefano e gli ho detto: “io non me la sento di partire“.
Mi era venuta l’ansia al pensiero di dover fare la valigia e correre in aeroporto la mattina presto.
Mi era venuta l’ansia al pensiero di dover visitare una città in meno di due giorni, facendo le trottole in giro senza un attimo per staccar e goderci il momento.
Conoscendomi e conoscendo i motivi per cui lo stavo dicendo mi ha detto che capiva benissimo e che sarebbe stato strano il contrario.
Così è arrivato il momento di disdire un viaggio per la prima volta.

Molte persone dicono: “nel dubbio, viaggia”.
Io oggi, con una nuova consapevolezza dico: “no, sei sei nel dubbio prima di viaggiare pensaci!”.
Nessuno ti obbliga a farlo, nessuno ti guarderà sogghignando e additandoti come “finto viaggiatore”.
E neanche tu lo farai con te stesso.
Tutti nella vita attraversano momenti dove le priorità devono necessariamente essere altre: il proprio equilibrio emotivo, la stabilità economica, la forza per accettare con serenità le condizioni momentanee del proprio essere.
Non per forza viaggiare può e deve essere al primo posto sempre, anche nella vita di un viaggiatore.

Quel che mi sono detta è che il viaggio lo si vive in prima persona, nessuno lo vive per noi e se noi non ci siamo in quel momento, non siamo totalmente presenti nell’attimo, allora neanche il viaggio può esistere.
Anche per noi blogger, per noi che del viaggiare cerchiamo di farne un lavoro oltre che una grande passione, arrivano questi momenti no.
Ed anche noi dobbiamo sentirci in diritto di dire: “no, questa volta mi fermo a respirare. Questa volta devo rinunciare per pensare ad altre priorità”.

Forse noi ancora di più, perché abbiamo un pubblico al quale mostrare una parte di noi quando viaggiamo.
Un pubblico che aspetta di sentirsi coinvolto nel viaggio che facciamo per essere invogliato magari a farlo in prima persona.
E se noi non abbiamo emozioni positive da mettere in gioco, perché fingere qualcosa che non è?
La credibilità prima di tutto, anche quando questa credibilità deve venir fuori da una debolezza.

Quando ho deciso di rinunciare al viaggio a Torino non mi sono detta: “ok, ho fallito, meglio che io chiuda il mio blog o smetta di viaggiare per un bel po’ “.
Dentro di me so perfettamente quali sono le cose di cui ho bisogno ora.
So che ho bisogno di ritrovare me stessa, di concentrarmi sulle cose che davvero possono farmi tornare ad emozionarmi tanto da non dormirci la notte al pensiero di un viaggio anche dietro casa. Ma so anche che posso e voglio viaggiare, perché quel bisogno lo sento sempre.
Solo che ora lo percepisco diversamente.

Ad esempio, ora come ora so che ho bisogno di sole, di mare, di primavera e di natura.
So che devo allontanarmi dal tempo grigio e dal clima freddo, dalle ammazzate di vedere una città in un giorno correndo a più non posso.
So che mi servono i tempi dilatati.

Per questo il prossimo viaggio, che arriverà a breve, ruoterà intorno a tutte queste cose.
Perché viaggiare nella vita di una persona che ama farlo, fa sempre bene.
Però bisogna ascoltarsi, guardarsi dentro, capire cosa in quel momento può davvero aiutarti nella condizione in cui ti trovi e metterlo in pratica.
Solo quando sai quello che vuoi non prendi tutto quello che passa“.

Ed è proprio questo che deve fare un viaggiatore che, come tutti gli altri esseri umani, soffre e vuole fermarsi a capire dove è il bandolo della matassa.

Mi hanno detto che ci vuole molto più coraggio ad ammettere questo e rimanere piuttosto che partire mettendo su una facciata di positività che non c’è.
Ed io ci credo. Ci credo perché nel momento stesso in cui ho rinunciato a quel viaggio non mi sono pentita – so che Torino mi aspetterà per quando saprò viverla al meglio – e mi sono sentita coraggiosa per aver ammesso la mia debolezza e per aver accettato con maturità che viaggiare non deve essere un imperativo ma solamente una scelta consapevole.

Diciamo sempre che viaggiare ci rende felici. Ed è vero.
Ma lo diciamo perché siamo già felici a prescindere dal viaggio e spesso neanche ce ne rendiamo conto.

Se non siamo felici, se stiamo soffrendo, se stiamo affrontando un momento di confusione potrà capitare che neanche il pensiero di un viaggio ci renderà felici.
Che girare per una città scelta puntando il dito sul mappamondo non ci regalerà ricordi incredibili.

A volte il viaggio guarisce, a volte sei tu a doverti guarire per poter viaggiare davvero. 
E ci vuole tempo.
E ci vuole molto coraggio.

Ma già il fatto di sapere che è possibile, che è normale voler rinunciare ad un viaggio già prenotato anche se fino a pochi mesi prima scalpitavi all’idea di farlo, può rendere la via alla consapevolezza un pochino più in discesa e quindi quel piccolo passo in avanti non sarà poi così terribile o spaventoso.

Dalla consapevolezza di se stessi e delle proprie necessità possono derivare solo grandi cose, una maggiore maturità e con un po’ di impegno, uno spirito di nuovo libero di viaggiare in preda alla felicità più esaltante.

E’ quella che auguro a te. 
A me. 
A chi saprà guardarsi dentro senza paura di essere giudicato o di giudicarsi.

Mi piace dire che “bisogna ricominciare il viaggio, sempre” , ma il viaggio più importante è la nostra vita.
Mettiamolo al primo posto, sempre.

50 comments

  1. Capisco ogni tua singola parola. Mi ha fatto bene leggere questo tuo post, oggi.
    Anche io ho disdetto un viaggio al quale tenevo, tempo fa. L’ho disdetto a malincuore ma non me ne sono pentita perché, purtroppo, c’erano motivi validi.
    Nell’ultimo anno mi sono mossa poco proprio perché, come dici tu, arriva un momento in cui bisogna fare i conti con mille priorità ed esigenze anche quando si è viaggiatori incalliti.
    Viaggiare come dico io mi manca così tanto da togliermi il respiro, a volte. Ma sto cercando di resistere a non prenotare aerei e ostelli perché so bene che questo momento è un po’ delicato e devo pensare ad altro. Comunque, aver aperto il blog mi sta aiutando parecchio perché, in qualche modo, mi consente di viaggiare lo stesso.
    Ti faccio un immenso in bocca al lupo!

    1. Viaggiare anche solo con la mente può aiutare, in quei periodi in cui viaggiare fisicamente non è possibile per tutta una serie di fattori!
      Crepi ed in bocca al lupo anche a te, arriveranno momenti migliori presto ! 😀

  2. Hai fatto bene a non partire se quello era il tuo stato d’animo. Come dici tu viaggiare spesso guarisce ma altre volte può peggiorare la situazione e non ne vale la pena. Io una sola volta sono stata tentata di disdire un viaggio. Dovevamo andare a Vienna per il ponte dell’8 dicembra col nostro bimbo che aveva 5 mesi. Un mese mese prima ci furono i terribilit attentati a Parigi ed io ero sconvolta e terrorizzata. Alla fina siamo partiti ed è stato un bellissimo viaggio, ma l’insicurezza era tanta.

    1. Capisco benissimo la tua sensazione, essendo mamma poi…come non avere paura? Io in quel periodo non smisi di viaggiare ad esempio! sentivo la paura ma non volevo farla vincere..questa è una situazione differente! in ogni caso penso che se si è in dubbio, se non si è certi al 100% della propria scelta allora è meglio rimandare al prossimo viaggio, perché potresti rischiare di non godertelo per niente e allora sarebbe un vero peccato!
      Un bacione <3

  3. Viviamo tempi bulimici Lou, anche nel mondo dei viaggi, e leggere post come questo mi tranquillizza. Viaggiare deve rimanere prima di tutto un piacere. Mai viaggiare perché si deve e mai usare il viaggio per scappare da qualcosa. Viaggiare responsabilmente secondo me significa anche questo 😉 Ti abbraccio, buon we

    1. Assolutamente, siamo sempre più portati ad usare l’istinto noi viaggiatori… ma arriva per tutti il momento di fermarsi a riflettere e forse è allora che si inizia a viaggiare davvero!
      Un abbraccio <3

  4. Su twitter avevo scritto che rosicata, perché pensavo fosse stato cancellato il volo o una cosa del genere XD, invece ora che ho letto il post posso dire che avete fatto bene. Come dici tu il viaggio non deve essere un dovere, ma un piacere e soprattutto essere blogger non vuol dire viaggiare a comando per i lettori… loro capiranno. Ci stanno i periodi no, a livello personale, economico e quant’altro, ma mai lasciarsi condizionare da followers o lettori ( a mio parere eh). Soprattutto se il blog di viaggi è un hobby e non si sta costantemente in viaggio per lavoro. Allora è un’altro discorso. Viaggiare pensando al prossimo e non a se stessi, come dici tu, fa perdere il proprio centro. Quindi avanti così ragazzi :*

    1. Sono più che d’accordo. infatti ho scritto proprio che , nonostante quel che abbiamo scelto di fare, dobbiamo sempre viaggiare per noi stessi perché siamo noi a fare il viaggio. Non avrebbe senso agire altrimenti! Grazie per essere passata Fla! un bacione!

  5. Spero che questo tuo malessere passi presto. Probabilmente mi odierai ma io non ti dirò che hai fatto bene…magari una volta lì ti saresti sentita meglio, ti saresti distratta da quello stato d’animo che ti ha impedito di partire. Come si dice: l’appetito vien mangiando.
    Il discorso del blog e dei lettori non lo prendo neanche… 😉
    Forse parlo così perchè nella vita mi sono sfuggite un sacco di occasioni ed ora sono in modalità “cogli l’attimo”! Ma se dovesse capitarmi una cosa del genere spero solo di avere la tua stessa forza e la tua serenità d’animo nel non essere pentita della scelta!
    Chapeau!

    PS: Per qualsiasi cosa conta sempre su di me! <3

    1. Certo, ognuno poi ragione e agisce in base al proprio vissuto! Probabilmente come dici tu andare mi avrebbe fatto “smuovere” da questo intorpidimento …ma forse no! E’ che sono stanca di fare le cose che non mi va di fare, voglio agire per quel che credo sia più giusto in quel momento solamente per me! 🙂
      Grazie Dani, come sempre sei dolcissima e super presente in questo percorso! 🙂

  6. Ho letto attentamente le tue riflessioni scritte col cuore in mano e ti capisco. Pur amando molto viaggiare so per esperienza che in certi periodi sentiamo di avere bisogno di altro e rinunciare a un viaggio per ritrovare le proprie consapevolezze è un segno di maturità e coraggio. Credimi, sei una viaggiatrice più responsabile e appassionata tu di chi mette in fila un viaggio dopo l’altro solo per poter dire “Ci sono stato” e magari tornando a casa solo con tanti consigli per gli altri e nessuna gioia dentro di sé. Viaggia secondo i tuoi ritmi e fa che il viaggio sia una delle tue sfaccettature, un piacere da gustare quando te lo senti e non per forza. Sei una bella persona, Lu, si intuisce dal tio modo di ragionare! Un abbraccio! Serena

  7. A me spesso capita di non voler partire, di essere pronta al mattino per rinunciare a tutto. E questo il più delle volte mi capita perché mi viene meno la preparazione, la condivisione delle aspettative (è un discorso complicato anche questo, lo so).
    Ma finora non ho mai rinunciato, e ogni volta è andata bene.
    Ti capisco…ma vedrai che la prossima volta sarà meraviglioso!
    Un bacino per te… :*

    1. Capisco quel che intendi dire ma sono felice che tu non debba rinunciare per questo! A volte può demoralizzare ma i ricordi che poi ti porti a casa valgono sempre la pena! <3
      Un bacione grande! 😀

  8. Cara Lucrezia, quello che troviamo fuori di noi e’ già dentro di noi. Quello che vediamo e scopriamo viaggiando dipende dai nostri occhi, dal nostro cuore e dalla nostra mente. Ci sono momenti nella vita in cui le batterie sono scariche, le energie non ci sono o sono mal orientate, in cui ti metti in discussione più del solito, in cui hai bisogno di rifocalizzarti su te stesso per capire cosa fare della tua vita. Questi momenti vanno ascoltati. Ci dobbiamo ascoltare e non forzare e tutto viene poi da se’…e poi, cosa non da poco, si viaggia innanzitutto per se’ stessi perché e’ ossigeno per la tua mente e il tuo cuore (non per un pubblico), questa cosa non dimenticarla (so che tu sai che non va persa di vista). Comprendo le tue parole e il tuo stato d’animo e vedrai che la primavera porterà con se’ tutto quello che stai cercando ❤

    1. Ho deciso di ascoltarmi forse per la prima volta senza rimpianti e ne è uscito solamente qualcosa di positivo, devo farlo più spesso..sia nei momenti belli che in quelli “no”! Come dici tu , la primavera che arriva porterà un po’ di chiarezza e di serenità in piu! un bacione <3

  9. Mi sono emozionata leggendo le tue parole. Mi ci sono ritrovata dopo averlo vissuto sulla mia pelle un anno fa, come ti ho scritto in un messaggio. Il viaggio non è una fuga, è parte della vita. Tu hai sottolineato concetti verissimi, su cui mi sento di darti ragione in pieno e che spesso mi trovo ad affermare.
    Come quando specifichi che la felicità la si prova a prescindere, o lo sei, oppure non lo sei: tutto dipende da quanta serenità interiore tu abbia. E la serenità non la si compera, non la si ottiene in dono: la serenità è uno stato emotivo e mentale. Se ce l’hai è con te sempre; se no, non lo troverai nemmeno in un viaggio.
    Fermarsi, ascoltarsi, guardarsi intorno, affrontare e comprendere i cambiamenti, poi ripartire nel momento che questi cambiamenti non sono più fonte di disagio, ma di crescita. Ci vuole tempo, ma quel momento arriva.
    E ti dirò di più: il cambiare il tipo di meta e la tipologia di viaggio, a volte è già parte della soluzione, perché se è vero che il viaggio è parte di noi, allora bisogna strutturarlo in modo che sia adatto a noi, a seconda del momento che stiamo vivendo. A me è successo nel 2013 con Minorca, quando ho capito che era ora di mutare, di smettere di correre da una città all’altra, che avevo bisogno di altro. Ed ha funzionato.
    Sei una ragazza determinata e con una testa ben piantata sulle spalle Lu, questo articolo lo dimostra, così come lo dimostrano le tue scelte. Hai solo necessità di ascoltare i tuoi bisogni e lo stai facendo nel modo giusto.
    Ti abbraccio con affetto,
    Cla B.

    1. Solo una cosa : grazie!
      Ci sei sempre… e so di aver trovato davvero una persona su cui contare!
      Un bacione grande grande e incontriamoci presto! <3

  10. Bellissimo questo articolo, Lucrezia. Mentre lo leggevo avevo voglia di abbracciarti forte. Comprendo benissimo la tua sensazione perché anche io l’ho provata in passato. Nel 2012 non sono salita sull’aereo che avrebbe dovuto portarmi a Londra per un master, posticipando la partenza di una decina di giorni. Sentivo che avevo ancora bisogno di tempo prima della partenza e ho voluto assecondare quella voce dentro di me.
    Anche dopo il mio ultimo viaggio fra Germania, Belgio e Lussemburgo ho compreso che non mi piace più dormire ogni notte in un hotel diverso e quest’anno – a parte i viaggi che farò per dei progetti – voglio scoprire nuovi angoli dell’Italia e godermeli lentamente.
    Una volta ho letto questa bellissima frase: “Non fare dei viaggi la tua unica ragione di vita” e penso che non ci sia nulla di più vero: a volte la felicità sta anche in un tramonto scrutato dal balcone di casa con le persone che amiamo.

    1. E’ verissimo Eli ed io devo assolutamente ritrovare la gioia delle piccole cose, perché adesso sono proprio quelle che mi mancano di più…! Ti abbraccio forte e come ci siamo già dette cerchiamo di rifarlo presto da vivo, ti aspetto ad aprile! <3

  11. Hai detto bene Lu, ci vuole coraggio anche a non partire. Capire che il modo di viaggiare deve cambiare se cambiamo noi. Anche per me è stato così. Nel tempo, forse con l’età, ho capito che non voglio più viaggiare per “vedere e conoscere il più possibile”; voglio vivermi i posti, sedermi ed osservare il divenire in un luogo che non conosco. Un po’ come se volessi farlo diventare un po’ mio.
    Per questo mi sono trasformata da turista in osservatrice.
    Mi ritrovo a pensare: ok, è vero in quel paese ci sono già andata, l’ho già visitato, ma l’ho vissuto davvero? E se la risposta è negativa non vedo problema a pensare di ritornare. Non tolgo tempo ad altri viaggi, accresco le sensazioni che quel luogo può darmi.
    Viaggiamo per quello no? Ci piace raccontare ma dobbiamo per prima sentire! Sennò che emozioni possiamo trasmettere?
    Un bacione!

    1. Esatto, per questo parlo di tempi dilatati. Perché correre all’impazzata sempre da una città all’altra, soprattutto se non si è predisposti in quel periodo, non ti fa apprezzare nulla! C’è bisogno di tempo, magari di trascorrere un’ora ad osservare una piazza seduti su una panchina! La possibilità di avere tempo è preziosa e non va data per scontata!
      Ti mando un bacione!

  12. Questo tuo post mi ha fatto ripensare a una delle mie citazioni preferite di Seneca: “devi cambiare l’animo, non il cielo sopra di te”. Mi è capitato di essere dall’altra parte del mondo ma le cose da cui fuggivo me le sono ritrovate lì con me: non sempre viaggiare è una terapia… Hai fatto una scelta coraggiosa, sono sicura che la voglia di partire e viaggiare riemergerà presto! Un abbraccio ❤

    1. Bellissima questa citazione di Seneca, tenterò di ricordarla più spesso!
      E’ vero che ovunque vai purtroppo i pensieri te li porti dietro… non è vero che le cose se sono lontane dagli occhi sono lontane anche dal cuore, non è mai stata detta cavolata più grande! 🙂
      Grazie per le belle parole Eli! Sono già carica e pronta a godermi i viaggi che arriveranno, perché li ho pensati apposta per quel che sto vivendo!
      Un bacione <3

  13. Se non te la sentivi hai fatto bene a non partire, non ti saresti mai goduta quel viaggio.
    Quello che mi dispiace leggere e che traspare dal post è che viaggiare per te in questo momento sembra diventato quasi un “obbligo”. Solo perché abbiamo un blog di viaggi, non vuol dire che dobbiamo per forza partire, andare in giro e postare foto e articoli anche quando non ce la sentiamo, come se fosse un lavoro.
    I viaggi di piacere si fanno per calmare la propria voglia di conoscenza, per un bisogno interiore nostro, non per soddisfare la curiosità di un “pubblico”… devi solo imparare ad ascoltarti di più, senza dare troppo peso al resto, nessuno ci rincorre e non c’è una gara a chi fa più viaggi.
    Vedrai che ritroverai la tua serenità presto e ritornerà la voglia di viaggiare seguendo i tuoi ritmi e il tuo stato d’animo. :*

    1. Ciao Diletta!
      No in realtà quel che dico è il contrario.
      Se fosse stato un obbligo magari sarei partita o mi sarei fatta più scrupoli ed invece no, quel che penso è che si viaggia solo per se stessi. Come ho scritto nel post siamo noi a fare il viaggio e se noi non siamo presenti il viaggio non può esistere! Ovviamente poi ho fatto il paragone con il mondo dei blogger e ho detto che, ancor di più noi che ci rivolgiamo ad una fetta di pubblico più o meno vasta, dobbiamo essere totalmente sinceri ed evitare di partire solo per voler mettere in mostra emozioni positive che in quel momento non esistono! 🙂
      Spero davvero che la serenità torni presto, ci sto lavorando e sicuramente i prossimi viaggi saranno bellissimi perché pensati proprio su misura per il momento che sto affrontando! 🙂
      Un bacione e grazie d’essere passata di qui! <3

    1. Certo, l’importante è saperlo accettare! soprattutto quando si rinuncia per motivi personali un po’ delicati! 🙂 un bacione e grazie d’essere passata!

  14. Concordo pienamente con le tue riflessioni, credo sia capitato a tutti di non sentirsi pronti per un viaggio, di aver bisogno di tempo per se stessi, di desiderare un viaggio rilassante anziché il tour de force che spesso ci costringiamo a fare per vedere il più possibile. A me è capitato anni fa: non era il periodo giusto, avevo un sacco di paure e incertezze, ma sono voluta partite lo stesso. Risultato? È stato un viaggio orrendo, di cui ho solo brutti ricordi, mi sono persino fatta venire una crisi d’ansia mentre ero in coda per visitare un museo e sono dovuta tornare in albergo. Se tornassi indietro rinuncerei a quel viaggio, ma allora ero giovane e non sapevo ascoltarmi. Quindi ti dico che hai fatto bene, anzi hai fatto benissimo. E sei stata molto coraggiosa!

    1. Grazie Silvia, infatti era proprio quel che volevo evitare.
      Non era il momento, ho imparato a conoscermi e so che avrei portato a casa solo ulteriore agitazione! 🙂 so anche quello di cui ho bisogno invece per distendermi e pensare positivo, quindi gli andrò incontro a braccia aperte!
      Grazie per le tue parole ed un grosso bacio! 🙂

  15. Ciao Lucrezia, ti capisco benissimo… io a volte mi sono fermata molto prima… partivo a palla per organizzare un viaggetto e quando si trattava di prenotare non so cosa mi succedeva ma é come se di colpo non avessi più voglia di partire. É come se all’ improvviso fossi stanchissima. Non c’è niente di male a rinunciare ad un viaggio se in quel momento non ci rende felici, oltre ai viaggi c’è tutto il resto… la nostra vita di tutti i giorni e a volte le priorità sono altre! Poi sinceramente vedere gente che sta sempre in giro non mi arricchisce, non mi dà nulla neanche da lettrice amante dei viaggi, anzi mi fa solo venire l’ ansia! !! Questo post così sincero non fa che aumentare la stima nei tuoi confronti! Ah e non ti azzardare a chiudere il blog! Non pensarlo neppure!

    1. Non lo chiudo Vale, non ci penso!
      Mi fa bene scrivere di viaggi, mi piace e ci metto tanta passione… non importa il numero di viaggi fatti all’anno! Prima magari mi importava di più, magari un giorno mi importerà di nuovo..ma per ora quel che conta è avere VERE emozioni positive da investire anche in un solo viaggio, per me stessa e per chi mi sta vicino! 🙂
      Dobbiamo fermarci più spesso a pensare a quel che può farci stare bene e metterlo in pratica!
      Grazie per quel che dici, la stima è ricambiata al 100%!
      Un abbraccio <3

  16. Non mi è mai successo di cancellare un viaggio perché non me la sentissi di partire, ma capisco bene la sensazione. È quella che ho provato quando viaggiavo per lavoro e dovevo partire quando proprio non ne avevo voglia, quando era il momento sbagliato, quando partire invece che essere un piacere era una punizione. Non potevo dire di no in quei casi, e ti giuro che ho passato dei momenti in cui non facevo altro che sperare che il tempo passasse il più in fretta possibile. A volte ricordo di essermi addormentata la prima sera in hotel sperando di svegliarmi a casa mia. Per cui se non te la sentivi di partire, hai fatto la scelta migliore.
    E poi mi immagino mia nonna dire in piemontese “Turin a bùgia nen”. Torino, non scappa, è sempre lì. Avrai sicuramente un’altra occasione per vederla.
    Un bacio ❤

    1. Te l’ho sempre detto che non so proprio come tu abbia fatto a resistere in tante occasioni senza dare di matto! Immagino sia stata dura, quando proprio non puoi rinunciare ma dentro vorresti solo mollare la presa..sei stata coraggiosa e ti stimo molto per il lavoro che hai fatto per anni e anni seguendo una passione ma soprattutto il principio di non mollare! Poi, se alla fine arriva il momento di dire basta, ci vuole coraggio anche per quello…e quando proprio non se ne può più andare via è l’unica soluzione giusta perché dobbiamo volerci bene!
      Torino saprà aspettare e sono sicura che saprò vivermela molto meglio, quando sarà!
      Un bacione <3

  17. Qualsiasi decisione prendiamo è sempre qualcosa che porta a crescere, no?
    A me non è mai capitato di rinunciare ad un viaggio, ma mi è capitato di decidere, durante il mio viaggio a Tokyo, di non correre per forza a vedere tutto ciò che mi ero prefissata (come faccio di solito) ma di fermarmi per un concerto, rimandando il resto ad una seconda futura visita. E’ stata la prima volta che ho mandato a monte i miei piani e non me ne pento minimamente!!
    Insomma, il viaggio è anche una questione di tempi, di momenti. Capire qual’è quello giusto è importante, come non aver paura di rinunciare. 🙂

    1. Più che altro, per qualsiasi decisione, a certi incroci della vita, ci vuole coraggio. Andare o rimanere. Provare o non provare. La strada vecchia o quella nuova. E’ tutto un decidere e non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo, perché si passano momenti di insicurezza in cui non si è più certi nemmeno del rumore dei propri passi! Ma sono momenti…tutto si risolve! 🙂
      Come dici tu, non bisogna aver paura di rinunciare e neanche di provare, basta farlo con decisione!
      Un abbraccio!!!

    1. Grazie mille Giuseppe, sei davvero gentile!
      Conta assolutamente la qualità, parola di una ragazza che non voleva fermarsi mai e che ora ha capito che non conta il numero di viaggi, ma la positività con il quale riesci a viverli! Altrimenti ne potrai fare anche 100, non ti porterai dietro nulla!

      Un bacione! 🙂

  18. Lucrezia ciao, voglio dirti che concordo con quanto dici. Un viaggio lo si deve sentire, richiede la nostra presenza,un nostro equilibrio interiore e la predisposizione in quel momento a poterlo accogliere.
    Mai partire se costretti, mai partire perché si ha un blog e si ha promesso al pubblico un preciso contenuto. Si parte solo quando si è pronti per farlo, quando si è sereni,in modo da accogliere tutto quello che la meta potrà offrire. Per riflesso ci sarà molto da raccontare a chi legge.
    Un abbraccio 🌼

    1. D’accordo con te al 100% , si vive e si viaggia per noi stessi. Non per gli altri.
      Quando arriva il momento di vivere il viaggio dobbiamo sentirci pronti ad accoglierlo e se così non è , gli si da appuntamento alla prossima volta, senza paura! 🙂
      Un abbraccio a te! <3

  19. Sono sicura che non siamo le uniche a pensarla cosi. Ti capisco benissimo, a me è successa una cosa simile ma, al contrario di te, non ho avuto il coraggio di andare dalla persona e dire che non me la sentivo. Ed è sbagliato.
    Forse oggi che sono più grande e consapevole non farei lo stesso errore, quindi ammiro la tua forza e vedrai che questo periodo passerà. Il viaggio dev’essere un piacere <3
    Mi hai emozionato con questo articolo.
    Un abbraccio forte forte :*

    1. E’ normale aver paura di andare da quel qualcuno e dirgli “guarda, ci abbiamo investito soldi e tempo ed ora io non voglio andare”. Ma se ti conosce davvero e conosce le tue motivazioni capirà… se non capirà, non è la persona adatta a viaggiare al tuo fianco..e non parlo solo in giro per il mondo! 😉

      Grazie, come sempre!
      Un forte abbraccio anche a te…e spero tu mi abbia salutato Santa Claus!!! 😀

  20. Avere un blog di viaggi non significa dover viaggiare sempre e comunque, anche quando il corpo e la testa sono esausti e non ne trarrerrebbero alcun beneficio. Come si fa ad apprezzare un luogo, un paesaggio, se non si è emotivante pronti e ricettivi? Perciò capisco benissimo la scelta e la appoggio!😊

  21. Come coesistono la luce ed il buio, la felicità e la tristezza, così hai provato il voler partire ed il voler restare. Semplicemente è la vita. 🙂 Baci grandi cari!

  22. Ti voglio scrivere una frase che ho trovato per caso, ma ho pensato subito al tuo articolo, che avevo letto da poco: “The value of your travels does not hinge on how many stamps you have in your passport when you get home – and the slow nuanced experience of a single country is always better than the hurried, superficial experience of forty countries.” (Rolf Potts).
    Ecco, io penso che sia assolutamente normale – e non strano – fermarsi per un po’. Anzi, non mi affascinano le persone che girano come trottole senza tregua, perché a quel punto non è l’amore per la scoperta a muoverle, ma qualcosa di diverso e – diciamolo – inquietante (ansia di mettere timbri sul passaporto? di dire che si conosce il mondo? ma quanto si può conoscere il mondo, se non ci si ferma a riflettere?). Ti capisco benissimo, ti appoggio ed è proprio per questa affinità che amo tanto leggerti!

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