L’Italia Della Storia Contemporanea Al Museo Piana Delle Orme.

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Il museo Piana delle Orme, vicino Latina, racconta la storia contemporanea del nostro paese e lo fa ricordando il buono ed il cattivo tempo.
La speranza e la distruzione che i periodi pre e post guerra hanno generato nell’animo umano.



Abbiamo visitato il museo storico di Piana delle Orme a Pasquetta.
Ci hanno accompagnato un’incredibile giornata di sole e una marea di gente distesa sui prati proprio fuori dall’ingresso del museo.
Il profumo della carne cotta sulla brace ancora lo sento nell’aria, così come le risate fragorose dei bambini che giocano a pallone.
Così come il silenzio, e quei nomi che risuonano all’interno del vagone di un treno vuoto.

Se non riesci a capire di cosa io stia parlando, ora te lo racconterò.
Ti racconterò della storia della quale siamo tutti un po’ protagonisti.
Quella bella, che vede i nostri nonni o i nostri genitori a sacrificarsi per regalarci un mondo migliore.
Quella tosta, troppo difficile da accettare, che vede giovani morire per una guerra che non gli appartiene.

Tutto questo è raccontato magistralmente nei due percorsi del museo, padiglione dopo padiglione per oltre 50 mila mq di territorio.
Pronto a partire?
Iniziamo.

IL MUSEO PIANA DELLE ORME : COME ARRIVARE

La strada per Piana delle Orme non è affatto difficile da trovare.
Per chi arriva da Roma il modo più semplice è quello di percorrere tutta la Pontina (SS148) fino ad arrivare nei pressi di Latina, precisamente a Borgo Piave.
Qui bisogna prendere la Strada Migliara.
E’ proprio al civico 43 che si trova l’ingresso al museo, con il suo infinito parcheggio che definirei più un bosco.

museo piana delle orme


IL MUSEO PIANA DELLE ORME : UN VIAGGIO IN UN PASSATO NON TROPPO LONTANO

Una volta oltrepassata la biglietteria ci si trova davanti a due lunghe file di padiglioni.

A sinistra i padiglioni del percorso agricolo.
Lo sviluppo dei mezzi dell’epoca, la bonifica delle zone dell’agro pontino, la vita nei campi e nelle città.
Ma anche i ricordi più teneri che richiamano alla mente le case dei nonni con tutti quegli oggetti che quando eravamo bambini ci sembravano un po’ magici.
Macchine da scrivere, telefoni enormi, giocattoli d’epoca.

A destra invece, i padiglioni del percorso bellico.
Un pugno nello stomaco al pensiero delle vite spezzate, degli errori commessi dopo tanti passi in avanti, dell’innocenza prelevata in piena notte e caricata su un treno che arriva dritto dritto all’inferno.
Qui, oltre al toccante padiglione sulla deportazione sono raccontati anche gli sbarchi di Anzio, Messina e Salerno.
Le battaglie perse in Africa e quella di Cassino.
E poi ci sono i mezzi bellici, quelli veri.
Quelli che a guardarli da vicino, a guardare il colore un po’ slavato dei sedili, ci si domanda quanta paura e quanto coraggio sono necessari per poter occupare quel posto.


museo piana delle orme
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Al museo Piana delle Orme, le ricostruzioni sono curate nei minimi dettagli.
Ho camminato in corridoi bui affrettando il passo e tappandomi le orecchie per non dover sentire il rumore forte degli spari.
Sono entrata nel vagone all’apparenza vuoto di un treno ed ho ascoltato le voci di bambini, donne e uomini ripetere nomi su nomi.
Centinaia.
Migliaia.
I nomi di chi su quel treno ci è salito con la forza, il più delle volte per non tornare più.
Ho osservato da vicino un caccia americano recuperato dal mare ed il famoso carro armato che venne utilizzato nelle ultime scene de “La vita è bella”, il film premio oscar di Benigni.

museo piana delle orme

museo piana delle orme
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La parola che abbiamo avuto in bocca per tutto il tempo è stata “nonni“.
Spesso della storia contemporanea si ricorda solamente la disfatta  che seguì la guerra ma nonostante questo, che ci piaccia o meno, noi siamo il frutto di quella storia.
Una storia che ci è stata tramandata da chi ci ha tenuto per mano, da chi si è preoccupato centinaia di volte che avessimo mangiato a sufficienza, da chi quella storia se l’è portata sulle spalle e ha contribuito a crearla.

Mio nonno Alessandro, prima di iniziare a lavorare a Cinecittà nel dopoguerra, fu un partigiano.
Mio nonno Angelo era nella Marina e si trovava sulla nave Roma quando quest’ultima venne silurata dai bombardieri tedeschi nel 1943.
Lui si salvò buttandosi dal punto più alto della nave dopo aver cercato in vano di salvare un amico.

I nonni di Stefano invece, Anna e Amedeo, sono stati parte attiva nella rivalutazione e bonifica dei territori dell’agro pontino.
Soprattutto della zona di Pomezia, dove tutt’ora vive la nonna di Stefano.
Proprio in uno dei poderi che venivano assegnati alle famiglie che lavoravano sulle zone di palude.

museo piana delle orme
museo piana delle orme
Come si può non sentirsi profondamente legati alla storia e alle vite di chi la vita ce l’ha donata con una carezza?
Io, personalmente, camminando per quei corridoi ho avuto la percezione di mischiare le mie orme con quelle dei miei nonni.
E’ proprio per questo che il museo si chiama Piana delle Orme.
Le orme degli uomini che fecero la storia.
Le orme di chi ha lottato con coraggio.
Le orme di chi ha scelto una vita di sacrifici e duro lavoro per vedere un domani i propri figli e nipoti ricompensati.
Le orme di chi ci ha preso sulle spalle per farci sentire indistruttibili.

Non si può fingere di non appartenere anche a noi a tutto questo.
Non sarebbe giusto.
Ed è proprio per questo, oltre che per l’interesse culturale, che ti consigliamo di visitare il museo storico di Piana delle Orme.
Camminare sulle orme di chi ha fatto la storia, nel bene e nel male, per non dimenticarla mai.


IL MUSEO PIANA DELLE ORME : QUANTO COSTA E QUANDO ANDARE

museo piana delle orme

I prezzi del biglietto per entrare al museo Piana delle Orme sono : 12€ intero, 10€ ridotto, 8€ per i bambini dai 6 ai 12 anni.

L’orario estivo è dalle 9 alle 20 mentre quello invernale è fino alle 18, tranne nei mesi di Dicembre e Gennaio dove il museo chiude alle 14.

Per qualsiasi ulteriore informazione puoi consultare il sito del museo.