Perché #UnBlogPerDue ?

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Qualche settimana fa abbiamo letto l’iniziativa di Chiara e Marco de I viaggiascrittori , volta a dare risalto ai blog che vengono gestiti da più di una persona.
L’obiettivo principale è quello di raccontare come la pluralità incida sul viaggio e sul lavoro che qui viene svolto.

Ovviamente, avendo aperto il blog in coppia, questa ci è sembrata proprio un’idea perfetta per parlare di noi e raccontarvi perché #unblogperdue.

Nothing Behind Me, Everything Ahead of Me (1)

Happiness only real when shared.
Così scriveva Christopher McCandless sul suo diario, poco prima di morire, dopo aver affrontato un lungo viaggio in solitaria nelle terre estreme d’Alaska.

Con questo non vogliamo dirvi che gestire un blog da soli vi porterà a fare la stessa fine, sia chiaro.
Scherzi a parte, questa frase è sempre stata il nostro motto.
E da molto prima che ci conoscessimo.
Dalla nostra unione e da una passione comune, non poteva che venirne fuori un blog gestito in coppia.

Per farvi un esempio di quanto questo blog parli di noi, esclusivamente di noi, vi diciamo che nonostante i viaggi fatti prima di incontrarci – anche viaggi importanti, che ci hanno portato oltreoceano – abbiamo deciso di raccontare solamente le esperienze vissute dal momento in cui abbiamo iniziato a viaggiare insieme. Quindi da un anno e mezzo a questa parte.

Vi sembra una pazzia?
A noi no.

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Se noi parlassimo di quando Stefano è stato a Berlino o ad Amsterdam o di quando io sono stata a New York o ad Atene, questo blog non sarebbe più quel che è ora : un’idea nata dalla voglia di scoprire il mondo insieme.

Inoltre, come avrete notato se ci seguite da un po’, questo blog è dedicato anche ad una seconda passione che abbiamo in comune : la fotografia.
Le foto che vengono pubblicate su ogni articolo, sono un mix perfetto del nostro lavoro. Un lavoro che svolgiamo mentre siamo in viaggio e che continua quando torniamo.

Se parlassimo di viaggi fatti anni fa lo stile del blog, la struttura narrativa, la tecnica fotografica – dovrebbero cambiare ad ogni articolo. Cosa pessima, non trovate?

La domanda che tutti vi starete facendo è : come gestiamo il lavoro?

Pur avendo molte passioni in comune io e Stefano abbiamo due caratteri parecchio diversi.
Io mi faccio prendere da mille ansie, lui no.
Io parlo tanto, lui no.
Ho mille idee ma spesso quello che tenta di renderle concrete è lui.
Mi emoziono tantissimo per qualsiasi cosa e sono poco bilanciata nel gestire tutto questo, mentre Stefano ridimensiona e semplifica il più possibile.

Diciamo che io sono la parte irrazionale, mentre lui ha maggiore razionalità.
Questo a volte ci porta a scontrarci ma alla fine sappiamo bene che all’irrazionale serve la razionalità e viceversa.

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Durante il viaggio ognuno assorbe le emozioni a modo suo; vivendole all’interno o esternandole con saltelli di gioia. Entrambi scattiamo milioni di fotografie che sono poi istantanee della nostra memoria, dei nostri ricordi. Stefano spesso si occupa anche dei video, che ancora non vi abbiamo mostrato perché da montare.
Io invece mi occupo dei social : aggiorno Facebook e Twitter, pubblico qualche foto su Instagram e giro video per Snapchat.

Non siamo soliti prendere appunti durante il viaggio; prima di aprire il blog lo facevamo ma negli ultimi viaggi ci siamo concentrati un pochino di più sul vivere le emozioni ed assorbirle prima di metterle su carta.
Non neghiamo però che appuntarsi subito determinate cose aiuta nella stesura degli articoli, soprattutto se non si pubblicano il giorno dopo essere rientrati.

Parlando del lavoro che svolgiamo al ritorno, anche qui ognuno ha i suoi compiti.
Entrambi dobbiamo lavorare e selezionare le fotografie, che poi uniamo in una sola cartella.
Decidiamo insieme quale articolo pubblicare, come gestirlo, se inserire delle grafiche e via dicendo. Poi io inizio a scrivere l’articolo e lo integro con delle parti scritte da Stefano.
Alla fine, mi occupo dei social – quindi del lavoro di condividere l’articolo e di fare un po’ di networking, cosa che a mio avviso è fondamentale quando si lavora sul e per il web.

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Ovviamente quello che si percepisce attraverso il web è una minima parte di quel che siamo, di quel che facciamo e dei nostri sogni, che sono tanti e non si limitano al solo viaggiare.

Vivere questa esperienza in coppia per noi è la cosa più bella che c’è, ci permette di avere accanto qualcuno con cui condividere le emozioni del viaggio, le sensazioni provate davanti ad un paesaggio o ad un’opera d’arte.
Ci permette di stenderci la sera a letto e senza dire niente guardare l’altro negli occhi e sapere che “sì, questa giornata è stata incredibile!”.
Ci permette di confrontarci quando i nostri punti di vista non si incontrano.
E’ un modo per arricchirci personalmente ma anche per arricchire la nostra coppia.

Nonostante per noi sia un punto in più, per molti è da considerarsi come un limite.
Ci siamo ritrovati più di una volta, nonostante il nostro blog abbia solamente 8 mesi, a dover rinunciare a partecipare a blog tour o eventi legati al turismo poiché nonostante il lavoro gestito da entrambi, si richiedeva la presenza di una sola persona – per dare spazio ad altri blog o per motivi economici.

Essendo nuovi di questo mondo non ce la siamo sentita di lasciare l’altro a casa.
Molti l’avrebbero fatto, perché no?
Ma noi non puntiamo al riconoscimento, almeno non a quello immediato e forzato.
Se dobbiamo rinunciare a qualcosa, seppur a malincuore lo faremo.
Se dobbiamo dire qualche no, lo diremo.
Puntiamo a vivere questa esperienza insieme, a farci strada mano nella mano attraverso giusto e sbagliato.

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Se poi un giorno vorranno tutto il pacchetto, noi saremo lì.
Pronti a dare il massimo. A metterci tutto il cuore, a raccontare, condividere, emozionarci e, speriamo, ad emozionare.

Però non ci separeremo, perché questo è il nostro blog.
#Unblogperdue.