Quali Mostre Vedere a Fotografia Europea 2018?

quali mostre vedere a fotografia europea 2018
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Qualche giorno fa siamo stati a Reggio Emilia per scoprire la nuova edizione del festival di Fotografia Europea. In questo articolo tutti i nostri consigli su quali mostre vedere a Fotografia Europea 2018.



Un articolo completamente basato sui nostri consigli su quali mostre vedere a Fotografia Europea 2018 può sembrare ridondante.

Ma pensa, quante cose riesce a trasmetterti una fotografia, quando la osservi?
Quante emozioni.
Quanti ricordi.
Quante paure.
Quante sensazioni sepolte che riprendono vita.

Immagina ora di poter partecipare ad un festival dove è la fotografia ad essere la protagonista indiscussa.
In una città piccolina, a misura d’uomo, dove non solo gli spazi espositivi aprono le loro porte a quest’arte, ma anche gli spazi privati.

Una intera città che parla di fotografia e di arte, per settimane intere.
Questa città è Reggio Emilia e questo festival è il Festival di Fotografia Europea.

Nei giorni scorsi abbiamo partecipato, grazie anche all’Ente del Turismo dell’Emilia Romagna, all’inaugurazione della nuova edizione.
E’ stato un weekend dedicato all’arte e alla condivisione, all’incontro con vecchi e nuovi amici, alla conoscenza di nuovi artisti.

Per questo oggi vogliamo parlarti di quali mostre vedere a Fotografia Europea 2018.
Perché c’è l’imbarazzo della scelta, tanto che noi abbiamo deciso di fare una mega maratona per poterle vedere quasi tutte in un giorno riuscendo a vedere solamente quelle del circuito ON.

Quindi sì, direi che una bella guida con i consigli su cosa non perdere assolutamente a Fotografia Europea è necessaria.
E ti spiegheremo meglio anche come muoverti fra circuito ON e circuito OFF del Festival.

QUALI MOSTRE VEDERE A FOTOGRAFIA EUROPEA 2018 : IL TEMA DI QUEST’ANNO E GLI ARTISTI IN MOSTRA

Ogni anno il tema di base che unisce tutte le mostre, sia del circuito ON che del circuito OFF, cambia.
Quest’anno il tema è bello tosto, di quelli che piacciono a noi :  RIVOLUZIONI. Ribellioni, Cambiamenti, Utopie.

Le sedi principali delle esposizioni sono 13, sparse per tutto il centro storico di Reggio Emilia e quindi molto concentrate, in quanto la città è davvero piccina.
E’ possibile richiedere una cartina che ti aiuterà ad orientarti per la città così da scegliere subito in quale luogo dirigerti e se invece vuoi andare un po’ a caso, ti basterà fermarti dove vedi gli stencil delle macchinette fotografiche sul marciapiede ad indicare che in quel palazzo/galleria/battistero è esposto uno degli artisti del circuito.
Alcuni spazi espositivi ospitano più di un artista, quindi ufficialmente le mostre del circuito ON sono 23, se abbiamo fatto bene i conti.

Bene, ora ti parleremo di quelle che hanno saputo colpirci davvero.

Seven Seas and a River – Mishka Henner (Banca d’Italia) :

https://www.travelonart.com/

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La mostra dell’artista belga è la più particolare del circuito.
Non si tratta di fotografie immobili nel tempo.
Tutt’altro.
Entrando nella sala riservata alla mostra ci si trova circondati da schermi dove una webcam punta in diretta su 7 mari (+ 1 fiume) del mondo.
Dal Mare Adriatico al Golfo di Thailandia, dal Mare Celtico all’Oceano Pacifico fino ad arrivare al fiume Saint Lawrence in Quebec.

Io sarei rimasta tutto il giorno ad osservare il sorgere del sole nelle parti del mondo dove era ancora buio ed il cambiamento dei colori nei luoghi dove il sole era già alto.
Ho osservato con cura il molo di Santa Monica in piena notte, con i colori della ruota panoramica sempre accesi.
Ho visto il monte Fuji in lontananza ed il traffico di una superstrada giapponese correre vicino al mare.
Ho visto un posto meraviglioso nelle prime luci del mattino, che suppongo fosse la Croazia.
E poi ho visto la marea cambiare in un altro luogo tremendamente affascinante che a nostro avviso poteva essere il Mare Celtico.

Come abbiamo fatto a vedere la marea cambiare?
Perché siamo tornati a questa mostra per ben due volte.
E’ stata la prima che abbiamo visto alle 10 di mattina e l’ultima alle 19 di sera.
Così da vedere con la luce del giorno i mari ed il fiume dove la mattina regnava la notte.

Unica pecca di questa mostra, la mancanza di un’etichetta per ogni schermo.
Bisogna andare a tentativi e per quanto possa essere piacevole provare ad indovinare, sarebbe più intuitivo spiegare subito al visitatore di quale mare si tratta.

Transitions 1962-1981 – Joel Meyerowitz (Palazzo da Mosto)

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Sicuramente la mostra fotografica più bella di tutte.
Lo stile di Meyerowitz è impeccabile ed alcuni scatti avrei voluto poterli portare via con me.
Ha fotografato l’America del grande BOOM, quella degli anni 60-70, a colori (e fu il primo a farlo!).
La maggior parte delle foto si concentra fra le strade di New York, che per Meyerowitz sono un circo a cielo aperto.
Poi si sposta, viaggia in Florida, in California, nel New England, in Ohio.
La panoramica sugli Stati Uniti di quegli anni è meravigliosamente vasta.

Abbiamo avuto il piacere di vedere Meyerowitz dal vivo, in un’intervista che stava tenendo in Piazza della Vittoria, proprio poco dopo essere usciti dalla sua mostra con gli occhi a cuoricino. Nonostante il caldo delle 2 del pomeriggio, con più di 30°, ci siamo fermati a sentire raccontare alcuni aneddoti sulla sua storia e siamo rimasti ancora più impressionati.

Non perderti la sua mostra, assolutamente.

Motherland – Danila Tkachenko (Via Secchi 11)

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Un’altra mostra sulla quale ci siamo trovati entrambi d’accordo è stata quella dell’artista russa Tkachenko.
Poche fotografie per un progetto realizzato nelle campagne russe, vicino ad alcuni villaggi ormai abbandonati.

Prima della Rivoluzione Russa, questo era un paese agrario, la gente viveva nei villaggi come parte di comunità contadina.
Oggi i villaggi abbandonati sono più di 350.000. Non c’è più presenza di umanità nel paesaggio e nemmeno negli oggetti trascurati, lasciati morire.
Nessuno si occupa più di queste strutture e l’artista ha deciso di portare rispetto alle strutture liberandone il sentiero per sviluppi futuri attraverso il fuoco.

E’ un progetto che è stato girato lontano dai centri abitati, lontano dai boschi.
Con tutte le precauzioni del caso, portando via i detriti e lasciando alla graduale e definitiva scomparsa quelle strutture che erano ormai già morte da anni e anni. Tutte le foto sono scattate in notturna, così da permettere alla presenza del fuoco di rischiarare la notte buia delle campagne e di penetrare negli occhi dell’osservatore.

Non possiamo essere sempre d’accordo, quindi se ci chiedete quali mostre vedere a Fotografia Europea 2018, ecco due mostre che sono piaciute solamente ad uno dei due ma che a nostro avviso vale comunque la pena vedere se avete del tempo a disposizione.

Memories in Super8 – Francesca Catellani (Galleria Parmeggiani)

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L’artista italiana Francesca Catellani, passeggiando un giorno in un mercatino delle pulci, ha trovato dei vecchi filmini girati con la Super8.
Ha deciso di comprarli e si è messa a guardarli, da lì è nata l’idea per questa mostra.
Francesca ha scattato le foto dei momenti più particolari intravisti in questi filmini; di viaggio, di momenti di vita quotidiana, di sconosciuti che improvvisamente diventano volti familiari.
Se la mostra di Francesca fosse a suo volta una fotografia, avrebbe i toni pastello.
Sarebbe leggermente sfocata e ritrarrebbe il volto di un bambino sorridente che gioca sull’altalena.

Iconic China – Luca Campigotto (Sinagoga)

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Un mix vincente fra Cina del passato e Cina del presente.
Attraverso  paesaggi incantevoli e scorci urbani dai colori ipersaturi, tanto da sembrare poco realistici.
Ma ricordiamoci che parliamo della Cina, un paese immenso dove le città sono invase da insegne, pali della luce, fili della corrente, palazzi enormi pieni di case popolari colorate e soprattutto SMOG, così tanto da tingere il cielo notturno di arancio.
I colori al neon, al tungsteno, al LED mischiati alla notte rendono il tutto accecante ma decisamente accattivante, catturando lo sguardo dell’osservatore ancor prima di varcare la porta della Sinagoga di Reggio Emilia.

Sex & Revolution! (Palazzo Magnani)

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Se ti stai chiedendo quali mostre vedere a fotografia europea 2018 non puoi certo perderti la mostra principale, quella che spiega in maniera più trasparente possibile il tema di quest’anno: la ribellione, il cambiamento, la liberazione.
Tutti i passi in avanti fatti per conquistare la libertà di parola, di espressione sia essa legata alla mente o al corpo, sono qui racchiusi.
E’ una mostra interessante e ben organizzata.

QUALI MOSTRE VEDERE A FOTOGRAFIA EUROPEA 2018 : CIRCUITO ON E CIRCUITO OFF

Neanche noi avevamo capito bene la differenza fra i due circuiti del festival di Fotografia Europea, finché le nostre amiche Anna ed Anastasia di Travel on Art non ce ne hanno parlato durante l’inaugurazione della mostra di Benedetta Falugi che si tiene proprio nel loro bellissimo Spazio ReFactory.

La mostra che Anna ed Anastasia stanno ospitando fa parte del circuito OFF di Fotografia Europea, ovvero quello “non ufficiale”.
Te lo avevamo detto che Reggio Emilia è una città piccola ma che si concentra TUTTA sull’arte e la fotografia, in questo periodo.

Infatti, moltissimi spazi privati, addirittura abitazioni, aprono le porte ai visitatori mostrando delle piccole esposizioni basate sul tema portante di Fotografia Europea che quest’anno è quello delle Rivoluzioni, ma anche quello delle Utopie.
E’ su questo che si concentra il circuito OFF nel 2018, sulle utopie.

Come trovare le mostre del circuito OFF a Reggio Emilia?
Basta vagabondare un po’ per la città e cercare i cartelli che indicano, sulle attività o sulle abitazioni, che quello spazio è aperto per una mostra.
La maggior parte di queste si concentrano in Via Roma, una delle vie di Reggio Emilia che più si occupano di questa “festival nel festival“.

Non ci si deve quindi limitare ad esplorare le bellissime mostre ufficiali.
Il circuito OFF è un modo speciale per entrare in contatto con chi vive a Reggio Emilia, con chi si fa portatore di quest’arte accogliendo nei propri spazi i turisti, permettendo loro di scoprire nuovi e talentuosi artisti proprio come Benedetta Falugi.

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Quali mostre vedere a fotografia europea 2018 : informazioni ed orari

 

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E’ sicuramente importante scoprire quali mostre vedere alla nuova edizione di Fotografia Europea.
Ma lo è ancor di più sapere quando andare, quanto costa il biglietto per il festival e fin quando durerà.

Ecco quindi tutte le informazioni necessarie se anche a te è venuta voglia di correre a Reggio Emilia.

1. Il biglietto cumulativo per accedere a tutte le mostre costa 15€ (intero) e 12€ (ridotto per ragazzi dai 13 ai 25 anni, over 65 ecc). Gratuito invece per i bambini al di sotto dei 12 anni.
Le biglietterie si trovano presso la Banca d’Italia in Piazza Martiri del 7 luglio e a Palazzo Magnani in corso Giuseppe Garibaldi 29.

2. Gli orari di apertura sono un po’ complessi, per questo ti invitiamo a leggere con attenzione le informazioni sul sito ufficiale qualora decidessi di partire per vedere delle mostre in particolare. Ovviamente ogni spazio espositivo ha orari diversi ed apre al pubblico in giorni precisi quindi controlla sempre.

3. Il festival di Fotografia Europea 2018 sarà presente a Reggio Emilia fino al 17 giugno, con eventi legati al mondo della fotografia e al tema di quest’anno, che potrai scoprire sempre sul sito ufficiale, giorno per giorno.


Speriamo che questo articolo su quali mostre vedere a fotografia europea 2018, sulle sue ramificazioni e sulle informazioni più utili possa esserti stato d’aiuto. Facci sapere se anche tu hai intenzione di visitare il Festival nelle prossime settimane o se sei stato alle passate edizioni!