Spogliarsi Del Superfluo Per Vivere Meglio L’Essenziale.

spogliarsi del superfluo per vivere meglio
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Questo non vuole essere un articolo dedicato ad un viaggio in particolare.
Questo vuole essere solamente un articolo fatto di parole ragionate con il cuore.
Spogliarsi del superfluo per vivere meglio l’essenziale, soprattutto in viaggio. 


Ormai sono quasi due anni che scrivo su questo blog, questo piccolo spazio invisibile nel mare magnum del web e dei blog di viaggio.
Mi ha regalato piccole e grandi soddisfazioni personali di cui vado molto fiera.
Se c’è una cosa che non farò mai però sarà assoggettare il mio modo di viaggiare alla resa del blog.

Perché dico questo?
Perché ultimamente, entrando sempre più nelle dinamiche interne della gestione di un blog e dei vari “impicci” che gravitano intorno a questo mondo mi sono resa conto di quanto sia tutto incentrato sull’arrivare da qualche parte, sfondare.
Che poi cosa mai vorrà dire sfondare nel mondo dei blogger, in un mondo dove tutto quello che doveva essere detto e scritto in fondo è stato già detto e scritto? Non sarebbe meglio concentrarsi esclusivamente sulle sensazioni e lasciare le spasmodiche informazioni/foto in posa/blablabla come contorno?

Vedo colleghi impazzire dietro ai numeri, alle visualizzazioni, agli articoli migliori per attirare più click e non nego che questa spirale di perdizione mi abbia attratto verso di se più di una volta.
Anche io mi sono ritrovata a fare i conti e a farmi “rovinare la giornata” dalle visualizzazioni che non crescono, da chi bara per avere più like e quindi più lavoro, da chi si spacca in due fra commenti che suonano falsissimi solo per averne qualcuno in cambio e via dicendo.
In tutto questo è successo qualcosa, qualcosa che si chiama “mettere il cervello sempre prima del cuore e non riuscire nemmeno più a trovare le parole“.

Ultimamente io non avevo più niente da dire.
Tutto quello che potevo dire sarebbe suonato falso anche alle mie stesse orecchie.
Perché scrivere un articolo se non lo senti?
Perché inserire una didascalia ad una foto in cui provi a dire qualcosa ma alla fine non dici nulla?
Per non lasciare vuoto il tuo spazio troppo a lungo?
Per non farti sorpassare da chi fa il tuo stesso lavoro?
Per dimostrare che sei sempre sul pezzo?

Arriva un momento in cui bisogna imparare a raccontare i propri viaggi col cuore prima che con il cervello o il portafogli.
Arriva un momento in cui bisogna spogliarsi del superfluo per vivere meglio l’essenziale.
Anche e soprattutto in viaggio. Anche e soprattutto quando questo viaggio lo si racconta.

spogliarsi del superfluo per vivere meglio

Seguo decine di blogger e leggo moltissimi blog, per piacere e per lavoro.
Ma chi è che davvero mi ha colpito e che da anni continua ad essere per me quella fonte di ispirazione che mi fa pensare: “cavolo quanto è bello il mondo, è ancora più bello quando lo leggo qui.” ?
Solamente una persona ci è riuscita ed è forse la blogger meno presente nel mondo del blogging che ci sia.
Non si fa mai vedere in foto, tiene la sua vita tendenzialmente privata e non si perde dietro a gruppi/commenti/like e cose del genere.
Racconta ogni suo viaggio con il cuore, in maniera totalmente genuina ed ogni singolo articolo è un articolo riuscito.
E non sto parlando dal punto di vista delle visualizzazioni anche se, fidatevi, ne ha una valanga.
Ma dal punto di vista dei sentimenti che smuove nel cuore di chi ama viaggiare.
Ogni volta che arrivo all’ultima lettera mi ripeto che in quel posto ci devo proprio andare prima o poi e magari lo rileggo più di una volta.

In un mondo fatto di cose sbrigative, dove ci soffermiamo molto poco a leggere e dare importanza a parole che non siano le nostre, io mi soffermo a leggere più di una volta i suoi articoli.
Direi che ha fatto centro, almeno con me.

E sono certa, ma davvero al mille per cento, che mentre è in viaggio non si preoccupa di quello che dovrà raccontare sul blog ma semplicemente di viverlo, quel viaggio. Viverlo fino all’ultimo, respirandone il profumo e toccando con mano i sogni che prendono forma nella testa dei viaggiatori ancor prima di partire.

Spogliarsi del superfluo per vivere meglio l’essenziale e poi, solo quando si è vissuto davvero, raccontarlo.
Ed ecco che risulterà vero, puro, colpirà dritto al cuore di chi legge.

Le vostre parole saranno una macchina del tempo e trasporteranno avanti e indietro chi, riga dopo riga, si perde nel vostro mondo.


LEGGI ANCHE : LA VERITA’ SUL DISDIRE UN VIAGGIO ALL’ULTIMO MINUTO 


Può sembrare un articolo un po’ sconclusionato, tante parole per arrivare a dire cosa?
Beh, semplicemente per dire che dopo aver compreso tutto ciò il mio modo di vivere i prossimi viaggi muterà per permettermi di raccontare il tutto come se stessi parlando con un gruppo di amici, seduti intorno ad una tavola su un terrazzo in una sera d’estate, birra alla mano e tante risate.
Sentirsi bene, lasciare che le parole scorrano come un fiume.
Nessun blocco emotivo portato dallo stress del dover arrivare ad essere considerati qualcuno,essere notati ed essere ricordati per qualcosa che non siamo davvero.
Concentrarsi sulle cose importanti, lavorare su quel che conta davvero.
Lasciare a casa tutto quello che non serve, se mi distoglie dall’essere totalmente presente nel momento che vivo.

Fidatevi di me, se deve funzionare funzionerà comunque.
Se deve funzionare, funzionerà ancor meglio se sarete voi stessi.
E ne sarete più felici, vi sentirete più soddisfatti del vostro lavoro.
Ed avrete portato a casa emozioni autentiche e non solo facciate buone per una gallery su instagram.

Se poi non dovessi diventare il travel blogger più famoso d’Italia che importa?
Guardate me, guardate la mia blogger preferita.
Se io avessi anche solo una persona che mi legge con tanta passione e alla quale riesco a dare così tanta autentica ispirazione sarei la persona più felice del mondo, perché amo quello che faccio.
Lo amo per me stessa e amo di conseguenza poter coinvolgere emotivamente anche gli altri.
Trasmettergli quello che sento quando penso: “cavolo, non c’è niente che potrebbe rendermi più felice di questo!“.

spogliarsi del superfluo per vivere meglio

37 comments

  1. Quanto hai ragione Lucrezia! All’inizio di questo percorso di blogging mi sentivo spaesata ed iniziai a scrivere articolo dopo articolo senza soffermarmi realmente sul racconto e sul coinvolgimento del lettore. Mi preoccupavo di fare crescere le visualizzazioni ma non mi rendevo conto che la qualità vale più della quantità. Poi ho smesso di affannarmi, mi son soffermata a rileggere i miei primi post ed é iniziata l’opera di autocritica e possibile miglioramento di ciò che avevo scritto.. e tuttora ho molto da correggere, riscrivere e imparare.
    Come dici tu, se qualcosa deve succedere, succederà, altrimenti resterà comunque una bella esperienza e un’opportunità per conoscere altri appassionati di viaggi.
    Un abbraccio

    1. Esatto, tu poi viaggi moltissimo ed è dura stare dietro ad ogni singolo viaggio – bisognerebbe davvero non staccarsi quasi mai dal computer ma ne vale davvero la pena?!
      Io amo scrivere, ma voglio farlo con i miei tempi quando sento nella mia testa – e non solo – che è arrivato il momento di sputar fuori tutte le sensazioni che un luogo mi ha regalato! <3

  2. Ho letto con molta attenzione quello che hai scritto e si percepisce quanto questo post sia sentito e sincero. Io credo che avere un blog di viaggi sia una grande opportunità prima di tutto e paradossalmente per chi lo scrive: a me capita di rileggere post che ho scritto e di tornare in un posto con la mente, quando i ricordi iniziano ad annebbiarsi. Certo, saremmo ipocriti a dire “scrivo per me stesso/a!”, altrimenti basterebbe un diario di viaggio personale: il bello è proprio la condivisione, ma quella sana che porta al confronto e all’ispirazione. Ricordo quando ho letto il vostro post su Lanzarote e ho pensato “Wow, non avevo idea di quanto fosse bella!”, oppure quando ho visto i vostri scatti da Praga e ho detto al mio compagno: “Guarda che meraviglia, dobbiamo andarci insieme!”; ecco credo che suscitare emozioni del genere sia una grande conquista, a prescindere dai numeri e dalle statistiche (e voi, a mio modestissimo parere, ci riuscite benissimo a coinvolgere i vostri lettori!) 😊

    1. Certo, a me piace assolutamente scrivere ma se ho aperto un blog è proprio per condividerlo con gli altri! Solo che non voglio questo diventi fonte di stress tanto da non godermi il viaggio. Voglio riuscire a vivere prima le cose per me e poi raccontarle agli altri in maniera migliore, proprio perché sono riuscita ad essere totalmente io senza artifici! 🙂
      E grazie per tutti questi complimenti Eli. Davvero <3

  3. Lucrezia, ho pensato immediatamente due cose leggendo, anzi tre.
    1. La frustrazione che esprimervi qualche tempo fa ha preso una forma, significa che hai saputo ascoltarti ed essere sincera con te stessa. È sempre positivo! 😉
    2. Se sei blogger con l’intento di realizzarne una professione, come in qualunque altro settore, occorre imparare le ‘regole del gioco’ ed imparare a gestirle. Non credo esista un lavoro che regali solo sensazioni positive…sarebbe magnifico ma, forse, non sempre stimolante. Chissà…
    3. Non avere mai paura di esprimere la tua personalità, anche se i più non la capiscono e cercano di farti sentire ‘sbagliata’ quando non beli nel gregge. Più incontro persone così più le commisero, anche se hanno “successo”. Vado avanti a modo mio, sempre!

    Le riflessioni sono un momento di crescita 😊

    1. Grazie Ester, è prezioso il tuo commento!
      Ovviamente se si vuole fare questo come lavoro bisogna mettercela tutta, davvero.
      Ma è proprio questo il punto: non sono certa di volerlo fare come lavoro, almeno non quello di blogger!
      Forse voglio solo che sia una bella avventura da condividere con chi ama viaggiare!
      🙂
      Un bacione <3

  4. Ecco un articolo…scritto con il cuore. Che dire, cara Lucrezia. Da’ un po’ di tempo si percepiva (e più volte lo hai esternato direttamente tu…) che c’era qualcosa che ti turbava e leggendo tra le righe si capiva anche qual’era il punto. Più volte mi sono sentita di consigliarti proprio di fare questo. Di ritrovarti. Prenderti del tempo. Per te. Per le cose che ti piace fare. Per non fare nulla. Non scrivere nulla. Viaggiare solo se quel viaggiare e’ veramente un bisogno e una necessità. Bene…penso che tu abbia avuto il tempo di metabolizzare, riflettere e di trovare da te le risposte. Anch’io sai ho una mia blogger preferita che leggo sempre sempre fino alla fine. E’ lei che mi ha fatto venire voglia di vedere e conoscere luoghi nuovi. Di aprire il mio blog (chissà…magari parliamo della stessa persona…). Scrivere per me e’ essenzialmente una necessità. Che mi aiuta a staccare da altro (spesso dal mio lavoro ‘vero’). E viaggiare e’ il mio ossigeno. Per nulla e nessuno contamino questo mio spazio. Poi ogni tanto qualcuno mi scrive in privato (oggi per esempio e’ successo) e mi dice cose belle e importanti…capisco che allora qualcuno legge veramente quello che scrivo fino alla fine. Che viaggia con me, grazie a quello che scrivo. E mi si riempie il cuore di gioia. E penso che allora c’e’ anche un senso che va al di là ed e’ anche solo per quella singola persona che vale la pena continuare a scrivere. Ma sopratutto vale la pena farlo per me. Vale la pena farlo per noi stesse. A prescindere dal contorno. Ti abbraccio forte

    1. Hai detto tutto quello che penso anche io, parola dopo parola.
      E sai che ci capiamo molto bene io e te.
      Un abbraccio grande grande ! <3

  5. Lu, sai già come la penso sotto questo punto di vista. Sai anche che viaggio tanto e scrivo.
    Ma sai di quanti viaggi devo ancora scrivere? Sono indietro di quasi un anno, anche facendo uscire con buona continuità articoli sul blog. E questo perché sei mesi all’anno sono in viaggio e sinceramente non mi va di perdere un solo instante di quello che vivo per scrivere.
    Vedo gente che viaggia solo per scrivere, e ne vedo poca che viaggia per il gusto di viaggiare.
    Vedo gente che non osserva i propri risultati, ma quelli degli altri.
    Personalmente non ho mai usato uno di quei siti per vedere in quanto crescono i follow, tanto, alla fine, chi è bravo e chi no, lo si capisce anche senza dati.
    Vedo gente lamentarsi per ogni cosa, vedo gente che sinceramente prende questo “lavoro” troppo sul serio.
    Se per diventare travel blogger devo ridurmi così, grazie, ma allora rimanevo nel mio ufficio chiusa tra quattro mura.
    Il consiglio solo di riprendere in mano la tua vita, di vivere i viaggi prima di tutto per te e poi per gli altri. E se ti chiedono consigli su una meta che hai visitato, bhè, puoi darli senza dover scriverne per forza un articolo.
    Ritorna a vivere la parte più belle e intima del viaggio. 🙂

    1. Sarebbe impossibile il contrario Stefi, viaggi tantissimo e dovresti stare costantemente al computer.
      Questo è giusto se si vuole trasformare la passione del viaggio e della scrittura in un lavoro online, altrimenti fai bene a rallentare e vivere il viaggio per te stessa in primis.
      Io voglio tirare fuori le mie emozioni più autentiche perché non c’è niente che sa emozionarmi quanto viaggiare e non poterlo spiegare come vorrei solo per l’ansia di non riuscire a seguire certi standard proprio non mi va giù! 🙂

  6. Ciao, non ti conoscevo prima d’ora, ti ho trovata su instagram tramite la foto di un bel balconcino bianco, poi ho visto la tua stories su quest’articolo e mi hai messo curiosità. Io in questa spirale ci sono capitata da poco, è da un paio di mesi che ho scoperto delle cose che prima da ingenua non sapevo, e mi ci sono ritrovata dentro. Devo dirti la verità, si anche io qualche volta guardo i numeri, perchè tutti continuano a ribadire che sono importanti e perché a tutti piacerebbe guadagnare con quello che gli piace fare. Non li biasimo, e non mi biasimo, però c’è una parte di me che mi porta sempre con i piedi per terra, che mi ripete come dici tu “se funziona funziona, altrimenti pace”. Neanche a me non sono mai piaciute le cose forzate, e quindi continuo a seguire una via tutta mia, anche se gli altri dicono che è sbagliata. Se sarà, sarà. Mi ha fatto piacere conoscere il tuo blog, anche se purtroppo non riesco a viaggiare tantissimo, mi piace leggere e vedere articoli a riguardo, cerco così di compensare i viaggi mai fatti. 😊

    1. Ciao Franci!
      Grazie per aver letto questo articolo.
      Per me fai benissimo a seguire una strada che sia tutta tua: mai omologarsi solo perché dicono sia meglio.
      Meglio per cosa?!
      Se riuscirai, lo avrai fatto con le tue forze e le tue idee altrimenti vorrà dire che resterà una bella passione da condividere con chi ama viaggiare.
      Un bacione <3

  7. Lou ultimamente la tua (non)presenza sui social faceva “molto rumore” ma sinceramente l’attribuivo a impegni/famiglia ecc, anche se un po’ si avvertiva nell’aria questa tua sorta di malessere. Si esatto, questa tua insofferenza al blog si leggeva fra le righe e non era neanche tanto mal celata! Ti dico fallo assolutamente! Mutalo questo modo di bloggare se non ti soddisfa e non ti fa stare bene, io non vedo l’ora di ascoltarti-come dici tu-sul divano con una buona birra a parlare di viaggi e destinazioni. Anche se in tutta onestà dai tuoi racconti recenti quello che traspare è comunque tanto cuore e una modalità di raccontare il viaggio “di pancia”! Non siamo sotto contratto con nessuno se non con la nostra voglia di scrivere e non abbiamo obblighi editoriali se non occasionalmente per cui viviamoci i nostri diari di viaggio con serenità e senza pensare ai numeri. E’ vero che il successo viene con l’impegno ma è altrettanto vero che la spontaneità è decisamente più apprezzata e ripagata(vedi la blogger che ti ispira). Detto questo non ci resta che aspettare che “quelli”, gli Dei dell’Olimpo, vadano presto in pensione! 😀 😀
    Ps: non te l’ho mai detto prima, ma quanto è figo quel tatuaggio! *_*
    Pps: giochiamo a IndovinaChi?….è Jack? è Alessia? ahhahahah 😉

    1. In realtà no Dani, la mia non presenza è voluta – soprattutto su certi social!
      Lo faccio perché non riesco più a star dietro a tutto! Ero partita in quarta i primi mesi e veramente non staccavo mai gli occhi da pc e telefono. Ora lo faccio molto meno perché ero arrivata ad un punto in cui tutto questo mi aveva completamente anestetizzato verso le emozioni sincere e reali!
      Tornerò a rispondere sui social e scriverò sempre, ma con i miei tempi e quando la testa e il cuore mi diranno che è ora di parlare di quel determinato argomento!
      Lo faccio per me, ma anche per voi che mi leggete sempre con tanto affetto! <3
      Ti ringrazio per il complimento, quel tatuaggio è il mio orgoglio! ahahha
      Ti abbraccio fortissimo anche io <3

  8. Io posso capirti solo in parte, perché non mi è mai sfiorata l’idea di diventare una blogger professionista, quindi non mi è mai fregato niente dei numeri, dei like, Delle visualizzazioni. Non ho idea di cosa significhi comprare dei follower, mettere una foto con certi requisiti per avere più cuori su instagram, partecipare a gruppi che parlano di viaggi perché spesso servono solo a ostentare. Io scrivo di quello che vedo, di quello che provo, magari in maniera maldestra e da gran principiante però mi piace così e soprattutto mi piace parlarne con voi viaggiatori. Io ho aperto un blog per conoscere gente con la mia stessa passione ed è con questo spirito che condivido le mie cose. Detto questo, se ti sei resa conto che il blog ti sta rendendo in qualche modo schiava, fai bene a fermarti e a prenderti del tempo per tornare a essere felice di quello che fai. Ti abbraccio 😘

    1. Ed è per questo che io ti seguo sempre con così tanto piacere…. perché si sente che sei autentica, che parli per il puro piacere di farlo! Brava Ale! sempre avanti così!
      Un bacio <3

  9. Finalmente ho trovato il tempo per fermarmi e leggere questo post. Avevo bisogno di mettermi qui buona e sola, perché sapevo che avresti toccato punti cruciali, su cui io stessa rifletto continuamente.
    Ho letto i tuoi stati, ne abbiamo discusso anche tra di noi. Ci siamo trovate a vedere e valutare certe situazioni che, siamo oneste, ci hanno fatto dire: ma per cosa stiamo facendo tutto ciò? Perché sbattersi se, alla fine, va avanti chi frega? Chi bara? Chi ha solo una facciata, persino in barba alla qualità?
    Già perché? La risposta, evidentemente, è che se decidiamo di farlo, deve essere principalmente per lo stesso motivo per cui abbiamo iniziato. Per la voglia di raccontare un viaggio! Per la voglia di riviverlo noi stesse! Per il piacere puro e incredibile di emozionare anche solo una persona, ma di emozionarla davvero!
    Non è semplice, perché lo spirito candido con cui abbiamo iniziato, alla fine si è andato a mescolare con la voglia di riuscire, siamo oneste.
    Ma se questo comporta snaturare noi stesse, il modo di scrivere ma, soprattutto, il modo di percepire il viaggio… allora stop! Momento di ricerca equilibrio, perché qualcosa non va.
    Personalmente mi piace e diverte quello che ho fatto negli ultimi mesi, anche i progetti portati avanti, li ho vissuti con lo stesso spirito con cui vivo i viaggi di piacere. Li ho amati e vissuti allo stesso modo, anche quando mi mettevo in posa per una foto da inserire sui social. Ho adorato ogni istante, l’ho sentito e mi sono divertita a raccontarlo su blog. Ma…un ma c’è. Mi è mancato vivere quei momenti senza social. Questa è la sola cosa che per me è stata un peso. Oddio, non so se possa essere chiaro ciò che intendo, ma il dover postare durante i miei viaggi-progetti, per me è un vero incubo. Ecco ciò che non mi piace. Un conto è mettere qualche foto la sera, un altro non fermarsi mai, trascurare anche i momenti con Dani, perché il lavoro lo richiede.
    Ecco perché nei miei viaggi, come il prossimo in Thai, per quanto mi riguarda non c’è social che tenga. Ho bisogno di vivere il viaggio. Avrò anche bisogno di raccontarlo, perché è qualcosa che amo a prescindere, perché mi fa rivivere quelle emozioni, perché amo condividere (ed ecco il senso del blog). Ma ciò che mi pesa, ora deve restare a casa.
    Allo stesso modo, tu fai benissimo a spogliarti del superfluo, perché se questo è troppo, ti turba e non ti permette di vivere appieno il viaggio, vuol dire che è sbagliato. Completamente.
    Sappi solo che, nonostante questo disagio, nel tuo lavoro c’è sempre tanta passione. Sempre! Una passione che a me arriva, fino a farmi venire la pelle d’oca, sia quando vi leggo, che quando guardo i vostri video!
    Vi abbraccio forte,
    Claudia B.

    1. Grazie Cla, non c’è molto da dire.
      Ne abbiamo parlato spesso quindi già sai!
      Goditi questo viaggio ora e prova a staccare un po’ laspina…penso che ti sentirai molto meglio e quando arriverà il momento di raccontare sarai ancora più carica!
      Grazie per i tuoi pensieri dolci <3

  10. Ciao Lucrezia, io sto vivendo un periodo molto denso sotto molti aspetti, e mi sono fermata un attimo, proprio perché sto buttando via dalla vita il superfluo. Leggere queste tue riflessioni mi riempiono di speranza per ripartire come si deve su tutto. 😉

  11. Lucrezia, in pochi sanno usare le parole come te, esprimere dei concetti difficili in modo chiaro e così sentito. Questo articolo ne è un perfetto esempio. Hai espresso quello che a volte sento anch’io, specialmente nell’ultimo periodo in cui, parlando con altri blogger, sto davvero capendo cosa c’è dietro. E che molto di quello che c’è dietro è purtroppo finto, montato, semplice apparenza.
    Quando ho aperto il blog, l’ho fatto quasi ingenuamente, e totalmente per me. Senza secondi fini. Ho sempre amato viaggiare ed è stato un passo naturale, quasi necessario. Ma ripeto, per me stessa. Poi, come dici giustamente, con il passare del tempo, con l’entrare dentro certi meccanismi, si comincia a fare caso alle visite, alle condivisioni, ai followers che non crescono mai anche se ti dedichi al blog anima e corpo (parlo per me ovviamente). Però non ho mai cambiato il mio modo di viaggiare, e non intendo farlo. Se il mio modo di scrivere e condividere le esperienze piace bene, altrimenti si può passare al prossimo blog, non c’è problema. Personalmente seguo 1-2 delle pagine più conosciute, quelle in cui vedo dell’autenticità e della naturalezza. Con loro, ci sono molti “piccoli pesciolini” come me, che sono anche delle persone fantastiche e che continuerò a seguire con grande piacere nella loro genuinità!
    Un bacio forte

    1. L’importante è ricordarsi sempre perché si è cominciato.
      Sento tanta genuinità nei tuoi articoli che personalmente apprezzo tantissimo!
      Vai avanti per la tua strada perché è quella giusta ed ogni tanto fermati un po’ a valutare quanto spingere e quanto frenare!
      Un abbraccio e grazie per le tue parole <3

  12. Quanta verità.
    Quanta autenticità.
    Lu, tu lo sai, spesso ci siamo arrabbiate riguardo ai sotterfugi e compagnia bella.
    Sono contenta tu abbia preso una decisione analoga alla mia.
    Come sempre mi sento in sintonia con te e come sempre, quasi mi spavento perchè questa decisione l’ho presa proprio in questo viaggio.
    Vedere, sentire, emozionarsi per sè stessi prima ancora che per gli altri.
    In fondo, se non ci vestiamo di emozioni come facciamo a trasmetterle?

    1. Sono proprio i viaggi, paradossalmente, che ti portano di nuovo a sentire il viaggio.
      Sono felice che tu abbia potuto riavvicinarti a queste sensazioni.
      <3

  13. Sono un molto lusingata, un po’ commossa, estremamente sorridente. Grazie per le belle parole che hai avuto per me e per il mio blog. Condivido il tuo approccio allo scrivere e al viaggiare, come sai. E spero che sempre più viaggiatori possano vivere i viaggi e le nuove esperienze allo stesso modo. Grazie di cuore 🙏

    1. Grazie a te Ire, sai che queste parole sono molto importanti per me così come quel che scrivi è di grande ispirazione, da sempre!
      Un abbraccio forte!

  14. Da quando ho aperto il blog un paio di anni fa ho conosciuto virtualmente tante persone, e ho iniziato a seguire tanti blog e tanti profili. E ho scoperto che c’è tanta gente antipatica, tante persone che non perdono occasione per far pesare il fatto che loro sono arrivati, che hanno tanti numeri e che – per loro – solo questo conta. Questo e il fatto di fare soldi grazie ai numeri, che per carità è sacrosanto e se il blog è una professione allora va benissimo. Però di fronte agli articoli di questi blogger a volte mi chiedo quanto sia apparenza e quanto sia invece un tentativo di trasmettere le sensazioni di un viaggio, oppure trasmettere informazioni utili per chi vuole organizzare lo stesso viaggio. Non ho una risposta nè voglio giudicare cosa sia giusto o sbagliato, ma ho le mie preferenze, e non ho dubbi a dire che preferisco i blog veri. Come il vostro, dove con le immagini e le parole riuscite perfettamente a trasmettere le sensazioni di un luogo. Come per la Romania, o il più recente su Praga, dove ho avuto l’impressione di essere lì con voi e di sentire l’aria fredda in faccia. Se fosse possibile, è con voi e con gli altri blogger come voi che vorrei un giorno trovarmi per una birra e una chiacchierata. Chissà se ci riusciremo mai 😉
    Un bacione dalla montagna ❤️

    1. Io spero davvero che potremo farlo un giorno, sarebbe un estremo piacere per me! <3
      Ti ringrazio per le belle parole Silvia e mi scuso se non sono sempre presente o non commento con rapidità gli articoli che scrivi tu e le altre blogger che seguo però sempre con grande piacere...è sempre tutto per lo stesso motivo. Rallentare purtroppo comporta anche questo ma appena posso vengo e vi leggo, lo sai! <3

      1. Non devi assolutamente scusarti, ci mancherebbe! Io in questi giorni sono stata un po’ in montagna con la connessione a internet che andava e veniva e ti dirò che tutto sommato non fa male prendersi qualche paese da internet, social, blog ecc. Un bacione 🙂

  15. “Assoggettare il mio modo di viaggiare alla resa del blog”: questa sì che è una frase! Credo che gran parte dei blogger faccia proprio questo e la cosa mi impressiona molto. Devo dire una cosa, anche se risulterò antipatica: il mondo dei blogger mi affascina sempre meno. Talvolta mi sembrano delle star televisive/cinematografiche mancate, che per questo hanno aperto un loro diario virtuale: non per raccontare le proprie emozioni ma per dar mostra di sé. E tutti questi viaggi, alle volte, mi sembrano quanto di più freddo possa esserci: dai Caraibi al Giappone senza soluzione di continuità, per poter dire: “Io ci sono stato e ora vi faccio schiattare d’invidia e lavorerò di SEO per far decollare ciò che hanno già detto in mille”. Boh… Piuttosto disincantata, ora come ora. A questo punto, però, svelaci chi è la tua blogger preferita 😀

    1. La mia blogger preferita ha commentato questo articolo! 😛
      E’ Irene, di VIACHESIVA…la seguo da sempre, da quando andavo ancora al liceo ed è sempre stata fonte di ispirazione e di occhi a cuoricino verso il mondo. E’ così che voglio far sentire chi mi legge!
      Grazie per essere passata Rob <3

  16. Dovevo aspettare di essere quasi in ferie per leggere questo articolo! Ma ce l’ho fatta XD
    Che dire… è tutto vero…più passa il tempo e più accorgo che questo “mondo” è fatto da tanti squali ma anche da tanta gente genuina.
    Ho aperto il mio piccolo (piccolissimo) spazio per passione e finora la cosa più bella che mi sia capitata è conoscere altre persone come me, come te: gente con degli ideali e con la voglia di scoprire.
    Questa finora è la conquista più bella che mi porto a casa!
    I numeri e addirittura i viaggi per come la vedo io, vengono successivamente.
    Continua a percorrere la tua strada e resta sempre te stessa, la gente lo percepisce Lu <3
    Ti abbraccio forte
    PS Anche se non mi crederai, ho capito subito chi fosse la tua blogger preferita! L'hai descritta perfettamente 🙂

    1. E’ vero, alcune delle persone conosciute in questi – quasi – due anni sono davvero la parte migliore del percorso! <3
      Un abbraccio e vediamoci presto!
      ps. mmm, dici? spero sia così, in ogni caso ha commentato l'articolo quindi penso tu possa avere conferma! ahaha

  17. Finalmente sono riuscita a leggere con la dovuta calma questo tuo articolo e mi ritrovo in moltissime cose che dici. Se scriviamo e condividiamo i nostri viaggi è perché questo ci rende felici e speriamo di emozionare, non per diventare star del web. Nell’ultimo periodo ho notato anch’io una deriva nel mondo del blogging ma non mi appartiene.. lavoro in ufficio dieci-dodici ore al giorno e questa è la mia preziosa valvola di sfogo che deve rimanere intatta. Dove a volte non racconto troppo di me, ma per puro pudore, perché certi aspetti più intimi preferisco custodirli nel cuore.. senza l’ansia dei numeri, che durante il giorno ne vedo già troppi! 🙂
    Continua a scrivere per te Lu, anche non ci conosciamo di persona penso di aver imparato a conoscerti un pochino, sei dolcissima e metti passione in quello che fai, non farti cambiare dalle regole del gioco. Altrimenti da viaggiatori diventiamo puri commercianti (quanto stonano certi post che nulla hanno a che fare con i viaggi su certi blog??)
    Ok, mi fermo perché ho scritto un papiro!
    Ti abbraccio forte

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